“Sesso orale se vince il no”: ora mantiene le promesse e organizza un tour

Le promesse fatte saranno mantenute: lo garantisce Paola Saulino, che aveva invitato a votare il no al referendum in cambio di sesso orale. Come aveva fatto Madonna per sostenere Hillary Clinton alle Presidenziali Usa, solo che questa volta la Saulino dovrà accontentare davvero chi ha votato no bocciando definitivamente la riforma.

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La showgirl spiega sui social come farà e annuncia un tour con tappe e date ben precise.
Dieci, le tappe annunciate finora: la prima a Roma il 7 gennaio, l’ultima a Palermo il 21 gennaio, il 17 dello stesso mese a Napoli. Per selezionare gli aventi diritto spiega: “Verranno prese in considerazione le mosse fatte sui social a favore della causa (condivisioni, schieramenti, stati) visto che ormai i social rappresentano il nostro punto di vista . Da ciò, e dalle prenotazioni (se siete stati in grado di prenotarvi) verranno tratte le conclusioni”. “Intanto – conclude – io mi alleno”.

La youtuber Sofia Viscardi: “I miei video piacciono perché racconto cose vere”

Youtube è un universo parallelo in cui nascono e crescono stelle luminosissime. Una di queste è Sofia Viscardi, bionda 18enne che a suon di video ha conquistato la fiducia di un vasto pubblico: più di 661.000 iscritti al canale del Tubo, dove le visualizzazioni totali hanno superato quota 52 milioni, 1,3 milioni di followers su Instagram, 464.000 seguaci su Twitter e 195.000 su Facebook.

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Si rivolge agli adolescenti come lei ma la ragazza ha altre frecce in faretra, come dimostrano la partecipazione al programma tv di Corrado Augias Quante Storie e il romanzo Succede, che con più di centomila copie vendute arriverà a breve sul grande schermo.
Davanti alla platea dello IAB Forum 2016 ha menato le danze spiegando come è riuscita a imporsi con uno strumento di facile accesso ma difficile consenso come Youtube. «Il grande seguito fa piacere, non ci si abitua mai ed è gratificante ma per me è cambiato poco, nel senso che continuo a dividermi tra la scuola e i miei video, interagendo con i miei fans e frequentando le mie cinque amiche del cuore».
Come e quando è nata la passione per i video?
«Ho guardato tantissime clip sul Tubo, così un giorno ho pensato di farne uno. Il difficile era però trovare chi lo guardasse, poi invece gradualmente sono arrivate tante visite e perciò sono andati avanti».
Quanto e cosa richiede la preparazione di un filmato?
«Mio zio fotografo mi ha insegnato le basi per utilizzare una camera, così sono riuscita a superare i primi impacci e fare video, una pratica che, anche oggi che sono più esperta, richiede almeno una o due ore di tempo».
Essere un modello per tante coetanee è un onore o un peso?
«Nessun peso, sono una giovane ragazza con dei sogni e delle passioni, cui piace confrontarsi con gli altri ma che non bada alle critiche perché sono testarda e decido cosa fare senza farmi influenzare».
Obiettivi futuri?
«La maturità è la priorità, poi viaggerò in attesa di capire cosa fare all’Università».

Gb, le amputano le gambe per la meningite: ora Clare è una modella

Una combattente nata, indomita, che nessuna avversità della vita è riuscita finora a piegare. Quando tutto sembrava perduto, dopo sei mesi trascorsi in coma, quando i medici stavano per staccarle la spina, le sue pupille hanno cominciato a dilatarsi per urlare al mondo che lei era viva, che non voleva andarsene, che era troppo presto perché tutto finisse così miseramente in una stanza d’ospedale.

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Era il settembre 2001 e la seconda vita di Clare Brown, una ragazza di Chichester nel West Sussex, in Gran Bretagna, che all’epoca aveva 17 anni, cominciò in quel momento: con gli effetti devastanti sul corpo di una meningite, le gambe amputate, un percorso difficilissimo verso la luce della normalità davanti a sé. Ci sono voluti 15 anni perché la ragazza recuperasse e diventasse madre di due bimbi e modella e ambasciatrice dell’organizzazione non profit “Models of Diversity”, che cura la campagna per far sì che il settore della moda venga ampliato alle diversità di qualsiasi tipo: di razza, di taglia, di disabilità.
Tutto cominciò una sera in cui, ospite di un amico, Clare crollò a terra mentre era in bagno e fu portata d’urgenza in ospedale: i sintomi che da giorni avvertiva, e che lei aveva scambiato come effetti di un forte raffreddore, erano quelli di una meningite devastante. All’inizio si pensò solo a un’infezione virale, ma ben presto venne a galla la verità. La ragazza restò in coma per sei mesi, fino al giorno in cui i medici decisero che non c’era altro da fare che staccare la spina e spegnere il macchinario che la teneva in vita: quel giorno, però, le sue pupille, cominciarono a dilatarsi. Era il segnale che diceva che Clare poteva farcela: e le speranze si riaccesero. Uscì dal coma nel settembre 2001, ma nel frattempo i medici avevano dovuto amputarle le gambe per salvarle la vita. Ripartì da zero, come se la sua vita precedente non ci fosse mai stata: ha dovuto imparare nuovamente a parlare, a mangiare, a inghiottire. Un percorso a ostacoli di difficoltà estrema, adatto solo a combattenti di prima scelta: e Clare lo era. Da anni entra ed esce dagli ospedali, lottando contro le avversità che ancora oggi, in alcuni momenti, non la abbandonano: dolori, problemi di vista, vertigini, voce a tratti impastata. Ma ce l’ha fatta e adesso ha trasformato il suo terribile calvario in una nuova opportunità diventando modella e ambasciatrice di chi, come lei, sta combattendo la sua lotta contro i pregiudizi e il concetto di diversità.
«Sono felicissima di far parte di “Models of Diversity” – ha detto Clare – Quando non sei una persona con un corpo perfetto, ti senti brutto e senti tutti gli occhi puntati addosso. Ma grazie a questa organizzazione mi sento fiduciosa ed entusiasta di iniziare una nuova avventura». E sono proprio l’aspettativa di una vita migliore, la speranza e la fiducia da infondere alle persone che vengono tacciate come diverse, che hanno spinto Angel Sinclair a fondare l’organizzazione: «È importante che queste persone si vedano rappresentate dalla moda. Il nostro scopo è di azzerare il gap che separa la disabilità e il mondo delle passerelle. Models of Diversity, dunque, invita tutte le case di mode a un’opera di integrazione, chiamando a lavorare nelle loro maison anche modelle con disabilità».

“Un ibrido sexy di Miss Piggy, Jessica Rabbit”, spende 15 mila euro per realizzare il suo sogno

Eredita 35 mila euro e decide di spenderne più della metà per realizzare il sogno della sua vita. Laura Boaten ha speso oltre 15 mila euro per interventi chirurgici e trattamenti di bellezza che la facessero diventare simile a un personaggio dei cartoni animati.

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«Volevo sembrare un ibrido sexy di Miss Piggy, Jessica Rabbit e Beyonce e quando ho trovato un’immagine di questo cartone animato con una ricerca di immagini di Google, mi sono innamorata», ha raccontato la donna al Sun, che da quel momento, confessa, non ha fatto altro che provare a somigliarle.

L’ossessione della 28enne è iniziata dopo la morte della mamma e l’arrivo di una consistente eredità. «Dopo aver avuto la mia prima figlia ho smesso di prendermi cura di me», continua Laura, «Essere un genitore è stata una priorità e quando è morta mia mamma, dopo il dolore, ho pensato che poteva essere questo un modo per ricominciare da me».